Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica Italiana a seguito di un referendum istituzionale dove per la prima volta nella storia d’Italia ebbero diritto al voto anche le donne. 12.718.641 voti contro 10.718.502, il 54,3 % contro il 45,7%

Dopo ottantacinque anni di regno dei Savoia, di cui venti di dittatura fascista, gli italiani scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica, abolendo di fatto la monarchia. In effetti non fu una vera vittoria, l’Italia ne uscì divisa in due e i 10 milioni di monarchici accettarono di mala voglia la sconfitta.
Sempre il 2 giugno gli italiani furono chiamati a votare per eleggere i componenti dell’Assemblea Costituente, l’organo al quale fu affidato il compito di redigere la nuova Costituzione che entrò in vigore il 1° gennaio 1948. 
Primo Capo di Stato provvisorio fu Enrico De Nicola, con 396 voti su 501 e venne eletto al primo scrutinio. Nel maggio del 1948 fu eletto Presidente della Repubblica Luigi Enaudi, con un mandato della durata di sette anni.

Simbolo insostituibile della memoria è sempre stato l’Altare della Patria, a Piazza Venezia, dove ogni ricorrenza della festività, il Capo dello Stato si reca a deporre una corona d’alloro al Milite Ignoto. La festa della Repubblica ha subito diverse modifiche dovute ad eventi importanti, come del 1961, quando venne festeggiata a Torino anziché a Roma in occasione del Centenario dell’Unità d’Italia. Torino era stata la prima capitale dell’Italia unita. Nel 1963 la manifestazione non fu effettuata il 2 giugno, per le gravi condizioni di Papa Giovanni XXIII° e rinviata al 4 novembre. Nel 1976 in seguito al terremoto in Friuli, la festa fu annullata. Venne poi per un certo periodo di tempo spostata alla prima domenica di giugno e solo nel 2000, per volere del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, in un momento particolarmente difficile per la tenuta dell’unità della nazione, fu ripristinata definitivamente. L’appuntamento del 2 giugno era seguito da migliaia e migliaia di persone prevenienti da tutt’Italia per assistere all’imponente parata militare che dal Colosseo raggiunge P.zza Venezia, davanti alle più alte cariche dello Stato e delle Istituzioni.
Era un tripudio di gioia e di colori (i colori della bandiera italiana) e gli spettatori e gli ospiti restavano immobili sotto il sole o sotto la pioggia per veder transitare davanti ai loro occhi sbalorditi, il meglio della difesa militare italiana. Il momento clou della giornata era il passaggio delle frecce tricolori, orgoglio dell’Aereonautica Italiana. In seguito alle continue crisi economiche la sfilata ha subito delle trasformazioni riguardanti soprattutto i mezzi corazzati delle Forze Armate che non sfileranno più.

E’ una festa che piace agli italiani, che li fa sentire ancora uniti sotto un vessillo, il tricolore, che per molti ha rappresentato un sogno, dove molti hanno perso la vita affinché questo sogno si verificasse. 
Di inviti all’unità della nazione, contro le forze secessioniste, è stato prodigo anche il nostro presidente Mattarella, che ha ritenuto prioritario conservare e preservare quelle caratteristiche proprie di un popolo che ha dato la vita per raggiungere questo obiettivo.
Ancora oggi, soprattutto in alcuni periodi di recessione economica, c’è chi spinge per una divisione della più bella nazione del mondo, ancora oggi sembra valido quel motto “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, attribuito al Conte di Cavour, ma invece appartenente a Massimo D’Azeglio. La verità è che oggi, potentissime forze economico finanziarie, sono in grado di decidere i destini di tutti gli stati del mondo. Questa è una cosa sbagliata, il non rispetto della sovranità altrui, e solo con l’unità di una nazione si può resistere a queste forze funeste e malvagie. Occorre anzi appartenere sempre più ad una congregazione di stati, vedi l’Europa, per la tutela dei nostri interessi e della nostra identità nazionale.

Una buona Festa della Repubblica a tutti.

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